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Intervista al Prof. Gabriel Srur
20 Dic, 2013. 0 Comments. . Posted By: Luciano

IN PROFONDITÀ DI SE STESSI

INTERVISTA A GABRIEL SRUR, MAESTRO E ATLETA PROFESSIONISTA DI JIU JITSU

di Daniela Rimicci

“Addestrarsi oggi per essere persone migliori domani” (Gabriel Srur)

Giovedì 12 dicembre. Ore 20.00. Stage di Brazilian Jiu Jitsu con l’argentino Gabriel Srur in collaborazione con l’Associazione Fighting Concept di Luciano Gamez (leggi qui la sua intervista). Il maestro e atleta di Buenos Aires atterra poche ore prima a Malpensa dopo un viaggio lungo e faticoso. Ad attenderlo in aeroporto Luciano Gamez (Personal e Life Coach) e Chiara Ianni (Coach e responsabile comunicazione dell’Associazione).

Gabriel Srur e Luciano Gamez

Luciano e Gabriel si sono conosciuti tramite internet. In aeroporto il loro primo incontro vis a vis“Sembrava si conoscessero da una vita. Si sono abbracciati come due amici, senza esitazione”, mi racconta Chiara. L’amore per una stessa passione, in questo caso le arti marziali, può fare grandi cose…

Gabriel Srur ha 37 anni, una moglie e tre bimbe. Tra altre attività –come disegnatore, grafico e… campione di Jiu Jiutsu– a Buenos Aires gestisce l’accademia di arti marziali più grande del Paese: conta circa 400 persone tra allievi e allieve. Al mio arrivo lo stage è cominciato da poco. Cerco un angolino di palestra da cui seguire la lezione senza disturbare.

Un tatami verde e blu ospita una ventina di partecipanti. Gabriel, supportato dalla traduzione consecutiva di Luciano, spiega le tecniche della disciplina ai ragazzi attenti a ogni singolo movimento della lotta ‘modello’ tra i due maestri.

A seguire gli allievi provano le tecniche a coppie, che si cambiano ogni volta che il maestro dice “Tiempo!”. Il combattimento one-to-one finisce quando uno dei due lottatori batte un colpetto sulla spalla dell’avversario. Un umile gesto di resa nel momento in cui si prova troppo dolore. Ragazzi e coach a tratti riprendono fiato, ma la voglia di lottare –e tirarsi battute l’un l’altro– è troppo forte per smettere.  Così le due ore previste di lezione sono diventate –inesorabilmente– tre. Alla fine dello stage scambio due battute con Gabriel.

I maestri mostrano le tecniche

Dove hai cominciato? Ho cominciato Jiu Jitsu a 23 anni presso l’accademia Sukata, la prima scuola dedicata a questa disciplina in Argentina. Dopo 9 anni sono stato chiamato dal responsabile di un’accademia, il maestro Moises Muradi, dove lotto da 5 anni con il Lotus Team e gestisco con altri fondatori l’accademia di Jiu Jitsu Lotus Academy. Mi divido tra famiglia, tre-quattro lavori che adoro, allenamenti, competizioni mondiali e insegnamento di questa disciplina a più di 400 allievi nell’accademia.

(Mi chiedo se le ore di quest’uomo sono le stesse 24 di tutti…)

M°Srur

Qual è stato il tuo percorso di carriera nel Jiu Jitsu? Ho partecipato a molte competizioni, nazionali e internazionali di Jiu Jitsu brasiliano: il secondo posto nei mondiali in Brasile e il primo posto nei mondiali in America sono tra i migliori successi.

Qual è il valore di questa disciplina?  Il Jiu Jitsu insegna il senso della condotta e dei valori della vita. Insegna anche a ‘cedere’, come a reagire, alle circostanze della vita. Insegna, soprattutto, l’umiltà. Battere la resa quando il dolore diventa insostenibile durante il combattimento e attestare la maggiore forza dell’avversario in quel momento rappresentano l’accettazione dei nostri limiti. Che di certo non è una sconfitta. Ma, anzi, dimostra grande consapevolezza di sé e del proprio corpo. Come tutte le arti marziali, inoltre, ti insegna a essere un buon compagno e avversario: da solo non puoi fare nulla, puoi provare ma non combattere né migliorare. Quando una persona capisce e interiorizza la disciplina allora può applicarla alla vita di tutti i giorni con l’obiettivo di migliorarsi sempre.

E dell’esperienza in collaborazione con l’Associazione Fighting Concept cosa ‘porti a casa’? Sono molto orgoglioso di essere stato scelto dall’Associazione di Luciano per poter esprimere la mia personale visione del Jiu Jitsu a questi allievi. Trovo la mia gratificazione più grande nei volti delle persone, quando sorridono e sono felici dell’esperienza vissuta insieme. Dare agli altri ciò che ho appreso in tutti questi anni ha un valore inestimabile.

Lotta a terra

Un suggerimento ai ragazzi che hanno partecipato alla tua lezione? L’unico segreto è allenarsi. Addestrarsi in profondità nella disciplina, e dentro se stessi. Addestrarsi oggi per essere persone migliori domani.

Il tuo allenamento personale è un appuntamento con te stesso? Certo. Ma il modo migliore grazie a cui imparo e capisco sempre più a fondo il Jiu Jitsu è l’insegnamento. Il valore di questa disciplina, per me, si arricchisce nel momento in cui lo trasmetto ad allievi che investono tempo e fiducia nei miei confronti.

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